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Quanto costa una badante

Indice

1. Che cos'è il CCNL?

2. Da cosa dipende il costo della badante o dell'assistente ad ore?

3. Stipendio badante: livelli di inquadramento per convivente,  non convivente o notturna

4. Paga oraria della badante, busta paga e contributi

5. Altri costi della badante: la liquidazione o trattamento di fine rapporto (TFR)

6. Condizioni contrattuali

 

Spesso ci troviamo all'improvviso ad aver bisogno di una badante e non saper come fare per poter fare tutto nel modo giusto! In questa breve guida cercheremo di fare chiarezza sulle principali domande relative ai costi del servizio badanti, per capire quali sono le spese da affrontare nel caso si abbia bisogno di un servizio anziani a domicilio.

Il contratto di riferimento per la figura della badante è quello del CCNL per i lavoratori domestici, che consente di stabilire ogni cosa circa  l’assunzione, il compenso, il versamento dei contributi, il TFR, etc..

Che cos'è il CCNL?

L'acronimo CCNL sta ad indicare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che regola e disciplina l'assunzione ed il rapporto di lavoro della badante convivente, della badante diurna o notturna ove sono indicate tutte le regole per l'assunzione e la regolamentazione del rapporto di lavoro domestico, necessario per mettere in regola un badante.

Il CCNL per le badanti stabilisce inoltre l’inquadramento retributivo minimo delle lavoratrici e dei lavoratori, al quale andranno aggiunti alcuni elementi fondamentali  come i contributi INPS, la tredicesima, le ferie, i permessi retribuiti ed il TFR.

Da cosa dipende il costo della badante o dell'assistente ad ore?

Lo stipendio minimo della badante dipende principalmente da questi fattori:

- badante è convivente o non convivente;

- badante assiste una persona autosufficiente o non autosufficiente;

- badante notturna;

- orario settimanale della badante (54 ore/settimana nei casi di badante convivente);

- eventuale certificazione in possesso della badante come per esempio la certificazione OSS, OSA, etc..

Contratto badanti: quale scegliere?

La tipologia dei contratti per le badanti possono essere riassunti come di seguito indicato:

  • contratto badante convivente: il/la badante vive nell’abitazione dell’assistito e lavora  per un massimo 54 ore settimanali;

  • contratto badante non convivente: lo stipendio dei badanti non conviventi si calcola sulle effettive ore di lavoro fino ad un massimo di 40 ore settimanali;

  • contratto badante presenza notturna:  La presenza con questa tipologia di contratto implica che il collaboratore sia disponibile su richiesta della persona da assistere. Questo tipo di contratto è  una prestazione d'attesa che prevede la retribuzione per 54 ore settimanali;

  • contratto badante per assistenza notturna: il mandato della badante è quello rimanere vigile accanto alla persona da assistere durante tutta la notte.

Vediamo ora, nello specifico, quali variabili entrano in giorno nel calcolo dello stipendio della badante.

Stipendio badante: livelli di inquadramento per convivente, non convivente o notturna

Ecco quali sono i possibili livelli di inquadramento della badante, che ne determinano la retribuzione:

  • Livello BS: badante che presta assistenza a persona autosufficiente;

  • Livello CS: badante che presta assistenza a persona NON autosufficiente;

  • Livello DS: badante che presta assistenza a persona NON autosufficiente, formata ed in possesso di certificati di OSS o OSA;

  • Livello Unico: badante notturna che garantisce la presenza notturna.

 

Indicativamente rispetto al livello di inquadramento, la paga minima al lordo della badante è la seguente:

Badante per persona autosufficiente - livello BS

  • Badante convivente: stipendio di 880,24 euro per 54 ore settimanali;

  • Badante non convivente: stipendio orario di 6,22 per un massimo di 40 ore settimanali;

  • Badante notturna: stipendio di 1.012,27 Euro;

 

Badante per persona non autosufficiente - livello CS

  • Badante convivente: stipendio di 997,61 Euro per 54 ore settimanali;

  • Badante non convivente: stipendio orario di 6,93 Euro per un massimo di 40 ore settimanali;

  • Badante notturna: stipendio di 1.147,24 Euro;

Badante formata (con certificazioni) per persona non autosufficiente - livello DS

  • Badante convivente: stipendio di 1.232,33 Euro + 173,55 Euro di indennità di funzione per 54 ore settimanali;

  • Badante non convivente: stipendio orario di 8,33 Euro per un massimo di 40 ore settimanali;

  • Badante notturna: stipendio di 1.417,21 Euro;

Badante notturna - livello unico

  • Badante che garantisce la sola presenza notturna, diversa dalla Badante che si occupa invece della vigilanza attiva della persona da assistere durante la notte;

  • Badante notturna: stipendio di 677,78 Euro al mese (6 giorni a settimana).

Nella caso di badante convivente, il contratto CCNL di riferimento prevede che siano corrisposti anche vitto e alloggio.

Allo stipendio della badante si aggiunge, inoltre, la tredicesima mensilità: questa può essere corrisposta entro la fine del mese di dicembre o come spesso avviene, dilazionata durante tutto l'arco dell'anno mensilmente in busta paga.

Allo stipendio minimo della badante sopra indicato e corrispondente ai diversi livelli, vanno aggiunti:

  • gli scatti di anzianità per ogni biennio di lavoro svolto presso la stessa persona o famiglia (pari al 4% della retribuzione annua), per un massimo di 7 scatti di livello;

  • eventuali superminimi che altro non sono che degli aumenti di stipendio per merito.

Paga oraria della badante, busta paga e contributi

La busta paga deve essere redatta mensilmente dal datore di lavoro in due copie: una per il datore e l'altra per il lavoratore, dove dovranno essere indicati:

  • giorni lavorati;

  • ferie e permessi goduti;

  • eventuali ore di straordinario;

  • eventuale tredicesima mensilizzata;

  • eventuale TFR mensilizzato.

Il pagamento effettivo dello stipendio della badante deve avvenire entro il mese successivo, preferibilmente con bonifico bancario o postale.

I contributi a carico del datore di lavoro, i cosiddetti MAV, devono essere corrisposti all’INPS trimestralmente, entro il decimo giorno del mese; a gennaio, aprile, luglio e ottobre.

L'IRPEF è invece a carico della Badante.

Altri costi della badante: la liquidazione (TFR)

Al termine del rapporto lavorativo, che può avvenire per dimissioni, licenziamento o altre cause (come l’ospedalizzazione dell’assistito o l'inserimento in Casa di Riposo), la badante ha diritto alla liquidazione (TFR) a meno che questo non sia stato mensilizzato in busta paga: in quest’ultimo caso la badante non ha diritto ad alcuna liquidazione aggiuntiva.

Importante da sapere che:

  • la legge dispone che il trattamento di fine rapporto debba essere corrisposto alle badanti anche in caso di licenziamento per giusta causa;

  • il TFR matura per ciascun giorno di lavoro retribuito ma non per le assenze come l’aspettativa non retribuita e può essere corrisposto al termine del rapporto di lavoro o in modo anticipato, in presenza di determinate motivazioni stabilite dalla legge, in misura non superiore al 70% della cifra complessiva;

  • le badanti possono decidere di lasciare il TFR nelle mani del datore di lavoro oppure destinarlo a un fondo di previdenza complementare.

Il TFR è composto da due parti:

  • quota finanziaria: aumenta ogni anno applicando un tasso fisso dell’1,5% e del 75% dell’indice dei prezzi al consumo accertato dall’ISTAT;

  • quota capitale: è il risultato del totale delle retribuzioni annue divise per il valore fisso 13,5.

Il calcolo del TFR per la liquidazione della badante è così composto:

  • retribuzione annua che comprende:

    • retribuzioni mensili;

    • tredicesima mensilità;

    • quota convenzionale di vitto e alloggio;

 divisa per 13,5.

L’importo è poi incrementato:

  • dell’1,5% (fisso);

  • del 75% (aumento del costo della vita), escludendo le quote maturate nell’anno in corso.

Condizioni contrattuali

Stipendio mensile:

  • Livello BS (assistenza a persona autosufficiente) partono da 881,00 euro al mese - vedi tabella CCNL

  • Livello CS (assistenza a persona non autosufficiente) partono da 998,00 euro al mese - vedi tabella CCNL

Lo stipendio di mercato varia a seconda del tipo di paziente che verrà assistito, se sono uno o più pazienti, luogo di residenza, patologia, ecc. Chiedeteci per informazioni e vi invieremo un costo stimato al tipo di servizio di cui avete bisogno.

 

DA TALE CONTEGGIO SONO ESCLUSI:

Giorni di riposo per festività: 1° gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre, Santo Patrono. In tali giornate sarà osservato il completo riposo. Pagamento delle ore lavorate con la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%.

Indennità di Vitto e Alloggio per periodo di ferie: Il datore di lavoro fornisce vitto e alloggio alla lavoratrice; quando la stessa non ne usufruisce materialmente (esempio quando è in ferie) il datore di lavoro è tenuto al riconoscimento in denaro del mancato vitto e alloggio che viene sommato alla normale retribuzione mensile. Il valore dell’indennità di vitto e alloggio è fissato in Euro 5.61 giornalieri.

I giorni corrispondenti ai Riposi settimanali: Il lavoratore convivente ha diritto ad un riposo settimanale di almeno 6 ore consecutive nell’ arco della stessa giornata ed a un riposo giornaliero retribuito non inferiore a due ore.

Il riposo Domenicale: deve essere goduto per 12 ore.

Scatti di anzianità: per ogni biennio di servizio svolto presso lo stesso datore di lavoro spetta al lavoratore domestico, indipendentemente dal merito, una maggiorazione del 4% della retribuzione minima contrattuale relativa al proprio livello d’inquadramento. Il numero massimo di scatti è fissato in 7.